L’articolazione dell’anca, o articolazione coxo-femorale, è l’articolazione che collega l’acetabolo (la cavità semisferica presente sull’osso iliaco del bacino) con la testa del femore. Le superfici dell’articolazione sono rivestite da un tessuto elastico che riduce l’attrito tra le ossa durante il movimento: la cartilagine articolare.
L’usura progressiva della cartilagine determina l’insorgenza di artrosi dell’anca (coxartrosi), che si manifesta con sintomi quali dolore, rigidità articolare e limitazione dei movimenti.
L’impatto negativo della coxartrosi sulla mobilità può essere tale da ridurre in modo significativo la qualità di vita dei pazienti.
Nei pazienti con coxartrosi in fase non avanzata, spesso propongo strategie conservative come la viscosupplementazione, ossia l’infiltrazione di acido ialuronico, una sostanza presente naturalmente nel liquido sinoviale, che svolge la funzione di ammortizzare e lubrificare le articolazioni e si riduce naturalmente nei pazienti con artrosi (in termini sia di quantità che di qualità).
Dal momento che l’anca è situata anatomicamente in profondità, l’utilizzo dell’ecografia permette di visualizzare in tempo reale l’articolazione e guidare l’ago lungo tutto il suo percorso, fino a raggiungere lo spazio intra-articolare ed effettuare l’iniezione di acido ialuronico senza rischi per le strutture che circondano l’articolazione stessa.
Una procedura sicura e minimamente invasiva che permette di ridurre il dolore e migliorare la funzionalità articolare, consentendo di ritardare o evitare la necessità di impianto di una protesi d’anca.
Nei pazienti con grave compromissione della funzionalità dell’articolazione coxo-femorale, in cui la terapia conservativa non è efficace e la qualità di vita è fortemente compromessa, si rende necessario il ricorso a un intervento chirurgico che prevede la sostituzione dell’articolazione danneggiata con componenti protesiche artificiali.
L’impianto di una protesi d’anca determina la risoluzione del dolore e l’aumento del movimento articolare, con un miglioramento della qualità di vita per il paziente operato.
Negli interventi di chirurgia protesica dell’anca mi avvalgo, quando possibile, di tecniche mininvasive con conservazione dei tendini e del tessuto osseo, che determinano un minor sanguinamento e un recupero funzionale più rapido per il paziente.
Utilizzo inoltre protesi all’avanguardia caratterizzate da un design mininvasivo e realizzate con materiali di ultima generazione, che garantiscono prestazioni e durata maggiori dell’impianto.
Eseguo anche interventi di revisione nei casi in cui un impianto protesico precedente non funzioni più in modo corretto.